DEGLUTIZIONE DISFUNZIONALE

Cos'è?

Per deglutizione disfunzionale si intende un'alterazione del normale meccanismo deglutitorio caratterizzato dalla presenza e persistenza di movimenti linguali infantili. Questo tipo di deglutizione viene infatti detta disfunzionale poiché non più adatta (e quindi non funzionale) all'età del bambino.

In questi casi, quando il bambino deglutisce, la punta della lingua tende a spingere in avanti, anziché rimanere ferma sul palato dietro gli incisivi superiori.

Cosa comporta?

Sono numerose le conseguenze:

  • persistenza di alterazioni ortodontiche e importanti malocclusioni (caratterizzate da sovraffollamento o ritardo di uscita dei denti, denti sporgenti o posture di chiusura non adeguate) e spesso un ritorno alla situazione iniziale dopo l'applicazione di apparecchi, determinando un prolungamento dei tempi ed aumento di costi associati.

  • palato ogivale (molto stretto e alto) e respirazione orale (il bambino tende a respirare con la bocca),

  • squilibri posturali e di visione (astigmatismo)

  • difetti di pronuncia dei suoni: s, z, t, d, l, n, r che verranno prodotti con la lingua in mezzo ai denti

  • difetti estetici anche importanti: si manifestano a causa di uno squilibrio muscolare delle forze che concorrono allo sviluppo del viso, la lingua è infatti il muscolo molto potente e spingendo nella direzione sbagliata determina un'alterazione del normale sviluppo facendo apparire il viso non armonico. 

E le cause?

Le cause della deglutizione disfunzionali sono varie ma tra le principali si ritrovano:

  1. abitudini alimentari: come l'allattamento artificiale prolungato con conseguente ritardo nello svezzamento, l'utilizzo prolungato di tettarelle o bicchieri con il beccuccio che impediscono o ritardano l'evoluzione verso una deglutizione adulta.

  2. abitudini viziate: sono abitudini scorrette che il bambino ha avuto nei primi anni di vita come l'uso prolungato del ciuccio, il succhiasi le dita, o mettere oggetti in bocca, il mangiarsi le unghie, il digrignare i denti durante la notte... la regola costante è che ogni cosa che viene messa in bocca (dai 36 mesi) per un periodo di tempo prolungato altera la normale deglutizione del bambino

  3. patologie vere e proprie: quali malocclusioni, adenoidi troppo grandi, squilibri posturali e di visione, respirazione orale (che determina un apporto di ossigeno inferiore al 30%) 

Quando iniziare il percorso logopedico?

Non vi è una regola in questo ambito, ma è sempre meglio intervenire precocemente per prevenire situazioni più difficili da riportare alla normalità; da 0 a 3 anni si possono dare indicazioni alla famiglia mentre all'incirca dai 4 anni si può iniziare il trattamento diretto. Solitamente il percorso viene consigliato dal dentista che, conoscendo le difficoltà del bambino e la specifica situazione, sarà in grado di considerare se l'alterazione ortodontica è dovuta ad una deglutizione disfunzionale, abitudini viziate o altre cause e saprà quindi inviarvi da un logopedista. Alcune volte identificare la causa che sta alla base può essere più complicato e richiedere quindi una valutazione multidisciplinare coinvolgendo più figure professionali come: l'otorinolaringoiatra (nel caso di respirazione orale dovuta ad adenoidi troppo grandi che rendono difficile respirare per il naso), l'ortodonzista (nel caso di malocclusioni dentarie), o il fisiatra (nel caso di squilibri postulari). 

In cosa consiste?

Consiste in un percorso di 3 tappe: 

  1. Anamnesi: inizialmente si rende necessario un inquadramento del bambino, in modo da esplorare il suo sviluppo generale con particolare attenzione alle abitudini alimentari, abitudini viziate ed agli interventi delle altre figure professionali coinvolte (dentista, ortodonzista, otorinolaringoiatra, fisiatra). Il modo migliore per conoscere tutto questo è sicuramente parlare con voi genitori e familiari durante un colloquio conoscitivo.

  2. Valutazione: un secondo passaggio di raccolta informazioni è la valutazione, che, tramite l'osservazione diretta del bambino e l'utilizzo di test specifici, consente al professionista di avere un punto di partenza per il trattamento, di individuare i punti di forza e di fragilità per aiutare e valorizzare il bambino.

  3. Trattamento: l'ultima fase è il trattamento che prende il nome, in questo caso, di terapia mio-funzionale, e può essere più o meno lunga. E' però sempre fondamentale poiché si possano raggiungere i migliori risultati per il bambino, la collaborazione della famiglia e la fiducia reciproca.

E nel caso di deglutizione disfunzionale cosa si fa nello specifico?

Il trattamento che propone la logopedista prende il nome di terapia mio-funzionale, dove, attraverso una serie di esercizi mirati, si cerca di correggere gli squilibri muscolari oro-facciali (dati dalle forze muscolari che non si muovono nella giusta direzione, come nel caso della lingua), rieducando quindi la corretta posizione linguale e ridando forza ai muscoli che dovrebbero essere utilizzati, in modo di andare ad agire alla base delle disfunzioni ortodontiche ed estetiche. Gli esercizi effettuati in seduta devono essere ripetuti a casa più volte al giorno. La durata della terapia varia a seconda dell'età del bambino e del grado di collaborazione del bambino/ragazzo e della famiglia.