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RITARDO O DISTURBO DI LINGUAGGIO

Cos'è?

Per ritardo o disturbo di linguaggio si intende un insieme di quadri differenti caratterizzati da una difficoltà nell'acquisizione e nell'uso del linguaggio nei suoi vari livelli: la fonologia, la semantica, la sintassi e la pragmatica.

Queste difficoltà possono essere dovute ad un disordine nella comprensione o produzione linguistica.

Quali sono le difficoltà?

Le componenti che possono essere inficiate in un disturbo del linguaggio sono quindi: il contenuto, la forma e l'uso del linguaggio.

  • Contenuto: il bambino manifesta difficoltà ad esprimere concetti, può essere dovuta ad un lessico ridotto, una difficoltà di accesso lessicale (difficoltà a recuperare i termini dalla memoria), ed a difficoltà comunicative generali.

  • Forma: può essere a livello di parole o frasi

    • Parole: in questo caso il bambino ha difficoltà articolatorie, che rendono difficili i corretti movimenti per la formazione delle parole, o fonologiche, che rendono difficile mettere i suoni correttamente in sequenza all'interno di una parola

    • Frasi: in questo caso il bambino manifesta una difficoltà a mettere in sequenza i concetti a causa di difficoltà morfo-sintattiche complessive e di scarsa comprensione dei nessi temporali e causali (prima/dopo e perchè).

  • Uso: l'uso corretto del linguaggio riguarda le abilità conversazionali discorsive, ma anche la capacità di comprendere ed utilizzare l'associazione linguaggio-funzione.

Ritardo o Disturbo?

Si parla di ritardo di linguaggio nel caso di bambini che producano meno di 50 parole all’età di 24 mesi, oppure quando manca la capacità di comporre una frase di due elementi a 30 mesi. Questi bambini vengono definiti "Late Talkers" ovvero Parlatori Tardivi e possono rientrare in maniera graduale nella normalità senza necessità d’interventi specifici (si parla in questo caso di "Late Bloomers" che letteralmente sbocciano un po' in ritardo) oppure possono rivelarsi un vero e proprio Disturbo Primario di Linguaggio (DPL) che necessita di intervento logopedico (si può parlare di DPL vero e proprio verso i 4 anni anche se, come dicevamo, possono manifestarsi già prima i segnali di difficoltà).

Ma quindi quando è utile iniziare il percorso logopedico?

Non vi è una regola in questo ambito, ma è sempre meglio intervenire precocemente.

Quando quindi ci si rende conto che il proprio bambino ha difficoltà ad esprimersi correttamente è importante chiedere consiglio ad una persona più esperta che possa valutare la particolare situazione e dare consigli riguardo alla giusta stimolazione verbale, ovvero a come comunicare col proprio bambino in modo da aiutarlo a "sbocciare" con più rapidità. Il logopedista saprà intervenire, là dove ve ne sia bisogno effettivo, con un trattamento mirato per sostenere la comunicazione e il linguaggio del vostro bambinoE' importante non lasciare passare troppo tempo quando ci si rende conto che il proprio bambino ha difficoltà linguistiche, in modo che si possa agire tempestivamente in ottica preventiva. Chiedere consiglio non costa nulla.

In cosa consiste?

Consiste in un percorso di 3 tappe: 

  1. Anamnesi: inizialmente si rende necessario un inquadramento del bambino, in modo da esplorare il suo sviluppo generale con particolare attenzione agli aspetti linguistici e delle autonomie. E' fondamentale che il professionista comprenda bene il bambino, la sua particolare situazione e i suoi interessi, per poter interagire con lui e intraprendere un trattamento ad hoc. Il modo migliore per conoscere tutto questo è sicuramente parlare con voi genitori e familiari durante un colloquio conoscitivo.

  2. Valutazione: un secondo passaggio di raccolta informazioni è la valutazione, che, tramite l'osservazione diretta del bambino e l'utilizzo di test specifici, consente al professionista di avere un punto di partenza per il trattamento, di individuare i punti di forza e di fragilità per aiutare e valorizzare il bambino.

  3. Trattamento: l'ultima fase è il trattamento che prende il nome di "trattamento di linguaggio", e può essere più o meno lungo e variabile. E' però sempre fondamentale poiché si possano raggiungere i migliori risultati per il bambino, la collaborazione della famiglia e la fiducia reciproca.

E nel caso di disturbo di linguaggio cosa si fa nello specifico?

Nel caso di ritardo o disturbo di linguaggio il trattamento è volto a supportare lo sviluppo comunicativo e linguistico e comunicativo del bambino, consentendo, ove possibile, un più rapido ritorno ad una situazione tipica o cercando di fornire strategie alternative che possano aiutare il bambino a comunicare. Solitamente il trattamento si avvale di proposte in forma di gioco per sfruttare in questo modo la naturale motivazione del bambino e si struttura in più sedute a seconda della gravità e della situazione.